In questo approfondimento, UniUma propone una riflessione sul significato educativo della cura e dell’ascolto, valori centrali nella formazione universitaria e nella preparazione alla mediazione linguistica e culturale. Un contributo che accompagna la didattica dell’Istituto e il suo modo di intendere la relazione con l’altro.
Il nuovo anno, appena iniziato, rivela già i contorni della tragedia e la temuta vacuità del diritto internazionale. In Svizzera e in Venezuela si è mostrato nuovamente il fianco debole dell’umanità: celebrare il profitto a discapito della vita e mostrare noncuranza rispetto alla legge. Nessuno che si prenda cura: della vita, degli altri, del rispetto. Nella nostra didattica universitaria, invece, il prendersi cura degli altri è centrale, quanto la dimensione culturale e formativa.
Don Lorenzo Milani ne aveva fatto uno dei pilastri della sua missione: sui muri delle aule dove insegnava alla comunità di Barbiana aveva fatto scrivere “I care”, che si potrebbe tradurre “mi prendo cura di te, ho a cuore il tuo futuro, il tuo star bene, mi faccio carico dei tuoi problemi”. Si potrebbe allora partire da questo insegnamento per cercare di accendere della passione più gratificante e utile il nostro stare sulla Terra. E di questa scintilla sembra esserci proprio bisogno per alimentare di vita le nostre esistenze scivolate un po’ troppo nell’apatia, quando addirittura non nel menefreghismo più bieco. La diminuita capacità dei contemporanei a entusiasmarsi per qualcosa, chiusi come sono nel recinto di un egoistico appagamento, cresce di giorno in giorno. Non sentiamo il bisogno di aumentare il numero dei collezionisti di francobolli o degli appassionati di sport estremi, ma vogliamo gettare l’allarme sul disinteresse generale per alcuni drammi contemporanei. Sarebbe sufficiente che ci si impegnasse un po’ di più nell’ascolto dell’altro e dei suoi bisogni per provare il fremito di un’emozione, la scintilla di una scossa, nella consapevolezza di essere d’aiuto per qualcuno che ha bisogno, e ritrovare così il senso vero della nostra vita. E per contraddire Jean Paul Sartre: “L’inferno non sono gli altri, ma è l’indifferenza”.Daniele Gallo, Direttore didattico SSML “P.M. Loria”
La cura e l’ascolto non sono soltanto valori morali, ma dimensioni fondamentali della formazione alla mediazione linguistica e culturale: comprendere l’altro, interpretare i contesti, costruire relazioni consapevoli. È anche da questa prospettiva che UniUma intende il proprio compito educativo.



